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Lomellina, che scoperta...

La Lomellina è uno dei territori pianeggianti per eccellenza della Lombardia. Ben delineato nei suoi confini dalla presenza di acque con il Sesia a Ovest, il Po a Sud, il Ticino a Est e la linea delle acque sorgive che a Nord la separa dal confine piemontese. 

Proprio nelle acque, che ancora allagano numerose risaie, trova uno degli elementi più caratterizzanti il paesaggio: con le tipiche trasparenze e riflessi, nelle giornate soleggiate di primavera offrono incantevoli  scorci nella continuità dell’azzurro del cielo, intervallato dal verde della natura. 

A un visitatore distratto, il piatto panorama potrebbe suggerire una monotona successione di coltivazioni in ambito puramente rurale, senza grandi spunti artistici o storico/architettonici, ma se così fosse, cadrebbe in grave errore. 

Il segno dell’opera dell’uomo nel corso dei secoli, in realtà si vede già proprio nel terreno così uniforme. Infatti, questa non è una condizione primitiva ed originaria, ma è il risultato di un’opera di trasformazione di un’area ondulata ed occupata da una fitta e variegata vegetazione, al fine di ricavare terreni coltivabili.

L’incessante opera di bonifica dei terreni che ha rimodellato il paesaggio (si può approfondire l’argomento grazie all’opera importante dellEcomuseo del Paesaggio Lomellino) ha consistito proprio nella rimozione e successivo riposizionamento dalle parti più elevate a quelle più basse. Così che la fitta boscaglia che ricopriva questo lembo di pianura padana fin dalla preistoria e che ancora in epoca rinascimentale era utilizzata quale zona di caccia prediletto per gli svaghi dei Signori di Milano, è oggi impreziosita da pregiate coltivazioni, puntellata da costruzioni storiche, chiese, palazzi, castelli e ricca di feste e sagre quali ricorrenze che marcano la tradizione.

Se è vero che Vigevano costituisce la perla più nota della Lomellina, grazie al lascito di Leonardo da Vinci tra il centralissimo Castello, la Cascina Sforzesca e quanto è oggi documentabile al Mulino di Mora Bassa, tante sono le altre occasioni di visita per motivi di interesse storico, artistico o religioso.

Così, un itinerario di visita può permettere di visitare un lungo numero di costruzioni fortificate (solo a titolo di esempio Lomello, Scaldasole, Castello d’Agogna), complessi religiosi (il Santuario della Bozzola, il Santuario di Santa Maria del Campo a Mortara, le chiese di Tromello) e monumenti storici a ricordo di momenti cruciali nella storia dell’unità di Italia (Palestro). L’Oasi di Vignolo, a questo punto, può essere non solo un punto naturalistico della Rete Ecologica regionale, ma anche un legame con il passato.

Senza dimenticare Mortara che con il suo storico Palio dell’Oca segna anche la forte radicazione delle tradizioni nell’appartenenza identitaria dei lomellini. 

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